Erano lavoratori stagionali girovaghi, riparatori in cesteria che per i nonesi erano lo sdracz , el val, l’gzerlo e la czesta...


Dal nome sdraz derivō appunto quello di sdrazari.
Che attrezzi fossero e a cosa servissero lo si puō sapere al museo della civiltā contadina. Nelle soffitte delle vecchie baite si trovano ancora i suoi manufatti, e chi li ha se li tiene come cari ricordi.


L’artigiano sdrazār arrivava in paese qualche settimana prima della mietitura, e la gente lo aspettava per fargli riparare gli attrezzi rotti. Non aveva con se molta attrezzatura, la sua bravura era tutta nelle sue mani, mani callose, abilissime nel fare.

Oggi lo sdrazār č personaggio dimenticato, salvo qualche rievocazione storica inserita dentro ai programmi culturali diversivi di fiere e sagre delle estati trentine.
I

(riparatori di cesteria)