Era il sarto di paese, sapeva confezionare ad arte qualsiasi vestito, comprese le misure eccezionali.
L'ultima sarta di Preghena, fu Elena detta "dei Brusadi" (1913-1999). Bravi si diventava dopo anni di pratica e tanta pazienza come fu per il sarto "el Severino", classe 1899, uomo alto, sempre in vestito scuro, quasi fosse un alto funzionario statale, impeccabile nel lavoro e nei suoi modi di fare con il cliente.
Non dava confidenza, si comportava come fosse di classe sociale superiore, era schivo e non frequentava le famiglie di paese. In chiesa occupava sempre lo stesso posto, a destra, nel primo banco, vicino ai nobili De Aliprandini. Per l’80% del suo tempo riparava vestiti usati e solo per il restante 20% ne preparava di nuovi.
Era tradizione contadina aggiustare il vecchio fino a consunzione completa. Anni difficili, quelli di Severino, in cui, era d’uso rivoltare e riadattare vestiti aggiungendo anche toppe di altri ormai disfatti. Teneva in bottega poche stoffe di diverso prezzo e qualità, ma la scelta non superava il numero delle dita di una mano, e in paese si finiva con l'avere tutti lo stesso tipo di vestito. Il panno caldo “duble fax”, color marrone scuro la faceva da padrone, primo perché mascherava molto lo sporco, secondo perché aveva davvero due facce eguali e lo si poteva rivoltare. Nelle antiche foto sbiadite dei nostri nonni si può constatare che era vero. Vestivano tutti allo stesso modo come fanno oggi i ragazzi in Jeans.
Severino operò in Preghena fino agli anni cinquanta e dopo fu rimpiazzato dalla sua brava allieva Elena. Severino, stufatosi un giorno di fare l'artigiano a Preghena, decise di vendere ogni cosa, per ritirasi a vita contemplativa in un convento dell'alta Italia. Diverse donne a Preghena furono sue allieve.
Ricorrere al sarto per un vestito nuovo era una decisione importante, costosa, che il capofamiglia prendeva a malincuore e solo quando il figlio non stava più nel suo vecchio vestito… Per molti nostri Avi, quello fu l'unico vestito nuovo che ebbero, vestito di totale rispetto, che doveva durare una vita e che finiva nella tomba con il suo padrone…