Piccolo Mondo Antico

usi e costumi di un tempo
In questo spazio Fabio Calovini ha presentato la storia passata della sua Preghena, della sua gente, dei suoi costumi, delle tradizioni, degli usi e delle abitudini dei nostri avi.
Nei paesi limitrofi, come a Bresimo, ci ha pensato Don Depeder  nel 1915 a raccontare la storia del proprio paese, ed a Cis la famiglia Ravanelli nel 1988, a Livo don Conter  nel 1913.
E così l'autore ha voluto ricordare Preghena e la sua storia minore, il nostro "piccolo mondo antico” per non dimenticare.
“Non vuole essere una rievocazione storica di alto livello, non mi permetterei, è invece un lungo ricordare del tipo: il nonno racconta” ci aveva confidato Fabio.
Già, il nonno, la persona più adatta per ricordare come si viveva un tempo, quel tempo quasi dimenticato della gente comune, dopo che lo strappo epocale del "sessantotto" ha staccato le nuove generazioni dalle vecchie. I primi per correre veloci verso il loro futuro (la new Age), gli altri fermi nei loro ricordi, quali ruderi del loro passato.
Per questo oggi la gioventù ignora il perché di tante abitudini antiche saltuariamente udite in famiglia e non si spiegano la ragione di molti comportamenti in quanto manca loro "l'anello" che li collega con il passato. Questo spazio vorrebbe essere quell’anello.
"Racconto dell'antica abitazione (la baita), della masadora (massaia) che la guidava, degli antichi mestieri praticati, degli antichi lavori manuali andati perduti, della grande cooperazione tra persone...".
E' vero, altri hanno scritto qualcosa sui nostri paesi, ma poco su Preghena e quasi niente di come viveva la gente allora, la maggior parte delle quali povere e quasi analfabete.

                                       EL BAIT (la baita)

Letteralmente parlando, il vocabolo "baita" sta ad indicare un sito rustico stabilmente abitato dall'uomo. Così la qualifica il dizionario Treccani, ma la baita è anche di più, è l’amata residenza dell'Uomo con la sua famiglia. Nei secoli ebbe a subire tante trasformazioni, aggiornandosi in maniera sempre diversa da Valle a Valle, tanto che le dimore rurali trentine non sono mai eguali a quelle d'oltralpe o della stessa Padania.
Don L. Guetti scrisse:
…Gli uomini di montagna, in tutte le valli alpine, si sono fatti un immagine del loro paesaggio strettamente correlata alla gestione territoriale che essi hanno messo a punto nei secoli e che percepiscono come un modo, dentro al quale, essi si muovono in orizzontale ed in verticale e che possono osservare da tutti i punti di vista i diversi momenti dell’anno, e in una dinamica percettiva che contempli il pieno, il vuoto, il dentro ed il fuori.
Il nome Casa compare quando in quell’ambiente l’uomo si rifugiò in raccoglimento e che da quel momento la percepì come sua, diventando vera dimora. Da quel raccoglimento, la casa, assume per lui un valore di proprietà, di ritiro, di protezione, di esistenza economica. Là egli prende coscienza di sé e del valore delle sue attività umane.Fino a qui il concetto di baita, edificio rurale, ma per essere raccontata dalle sue origini, ho creduto opportuno descriverla per epoche distinte.

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I MESTIERI PERDUTI DEI NOSTRI AVI
LA MASADORA (la massaia)
La masadora (massaia) era il perno della  famiglia contadina,  regina della  baita (abitazione) in cui viveva. Giorno dopo giorno, sapeva aggiungere grazia e bellezza alla sua residenza, e, avvicinandosi ad essa, già dall'esterno, si  poteva intuire quello che si trovava all'interno. La pulizia delle adiacenze e la presenza di elementi decorativi qualificanti davano subito al visitatore l’idea di cosa avrebbe trovato in casa sua. Già duemila anni prima di  Cristo, la padrona teneva nei pressi di casa l’orto-giardino, nel quale curava amorevolmente erbe essenziali, aromatiche, piante medicinali, e quelle alimentari insieme a tanti fiori di bosco in deliziosa composizione...
I NOSTRI AVI NEL “TRIANGOLO” FEUDALE
Durante i cosiddetti “secoli bui”, nell'anno 476 dc cade l'Impero Romano e le popolazioni soggette, schiavizzate e sfruttate da Roma, alzarono la testa guidate dai loro feroci condottieri e marciarono sull’Europa e su Roma devastando e saccheggiando il più possibile per autofinanziarsi e sostenersi.
       nel        555  gli invasori Goti
       nel        556  Franchi e Bizantini
       nel        568  i Longobardi
       nel        774  Carlo Magno fonda il Sacro Romano Impero                                               
       nel        1021 Corrado il Salico fonda e organizza l'Impero Romano-Germanico. Aiutato dalla chiesa di Roma e da ricche famiglie nobili che lo sostenevano nel difficile compito di fermare l’orda barbarica nordica e li nomina suoi feudatari...
LA SCUOLA. Fino al 1950
La scolarizzazione trentina è un patrimonio sociale recente. Nel Trentino oggi, il 99 % dei ragazzi sanno leggere e scrivere, e conoscono le nozioni base di tutte le materie di scuola media. Fonti statistiche danno questa situazione scolastica:

100 % possiede la licenza elementare e di cui
99 %   possiede la licenza di scuola media e di questi il
47 %   possiedono la licenza di scuola superiore e di questi il
7 %     ha raggiunto la laurea....

L’AMORE... gestito dal padre
L'amore è un sentimento umano di viva affezione verso una persona, che si manifesta con il  desiderio di procurare il suo bene e di ricercarne la compagnia. L'amore è un giusto equilibrio di  sentimenti e sessualità, una donazione reciproca, dove le due persone si esaltano a vicenda creando una sensazione di felicità. Una gioia fisica e sentimentale che portano due soggetti ad essere un tutt'uno. Con  il trascorrere del tempo, passando per le quattro stagioni della vita, l'aspetto fisico e quello sentimentale dell’amore si mescolano si amalgamano, si dosano in maniere sempre diverse, lasciando però le due parti sempre felici. Qualcuno scrisse che l'amore è il motore del mondo... ed è vero.
Ma al tempo dei nostri Avi e comunque fino agli anni trenta non era del tutto così....
LE ABITUDINI FAMILIARI  DEI CONTADINI
Se la situazione politico-economica era quella descritta nel “Triangolo”, la vita familiare  dei nostri Avi nonesi non era sempre triste, e l’arte del vivere aveva prodotto in loro, anche momenti gioiosi. Nei lunghi inverni nevosi di montagna, la baita contadina era tutto un brulicare  di attività e di interessi diversificati. Si potevano contare numerose attività: "fai da te" artigianale,  filò, lavoro di intaglio, sartoria, tessitura, filatura, forgiatura del ferro, lavori di stalla, macelleria, bucato, falegnameria, ebanisteria e perché no al ballo....