Artisti del pennello e del gessetto, talvolta bravissimi ma in altre occasioni dei veri pataccari imbratta tele, itineranti per fiere e piazze, approfittavano dell'arrivo di molta gente curiosa.
Dipingevano sulla strada, sul sagrato della chiesa, usando il pavimento stradale come tela da dipingere. Non disdegnavano dipingere muri, dentro a chiese o nelle case di committenti facoltosi. Il termine madonnari, derivò dal fatto che essi avevano come principale soggetto l’immagine della Madonna. A Venezia, dal 14° secolo in poi, operava una scuola per loro e lì uscirono molti di questi artisti girovaghi.
Erano molto efficienti, in poco tempo dipingevano un quadro e lo offrivano al passante. Vivevano alla giornata, sperando in cuor loro di sbarcare il lunario restando liberi. Comparivano in paese a distanza di mesi o anni, mai gli stessi, e si soffermavano in chiesa a scrutare se c'era qualche lavoro probabile da fare… Poi andavano a cercare il curato a proporsi per modifiche e restauri. Il pievano, era davvero un potenziale cliente, colui che decideva gli affreschi da fare o da rifare, specie nel caso di incendi o in tempo di colera, quando la chiesa e le case venivano letteralmente imbiancate con latte di calce per disinfettarle! Quelli di oggi sono un’altra cosa.
A Romeno (alta Val di Non), si celebra ogni anno la fiera dei madonnari e la locale Pro Loco li convoca per l’assegnazione di un premio. Arrivano da tutto il mondo, e si possono vedere opere notevoli.