El

(distillatore)
Era lo specialista del "lambicz" (alambicco).
In passato, l’usanza di distillare prodotti zuccherini era assai diffusa, in Trentino si distillavano grappe d'uva, sidro di mele, pere, frutta varia, purea di patate fermentate, rape, frutti di bosco ecc...
Dal 1600 al 1930, la Val di Non aveva ettari di vigneto e numerose erano le cantine cooperative, molte delle quali erano sorte su ex filande dismesse. Fino agli anni ottanta, le ultime viti erano a in località “ Barn”, al ponte di Cagnò (In Valle di Non, confinante col Mezalon), ora rigogliosi frutteti di Golden.

L’alambicco lo avevano in molti anche a casa e il Governo austriaco permetteva di distillare in franchigia 5 litri di grappa a famiglia, oltre i quali si doveva pagare una tassa. I controllori statali sapevano che in altre case si distillava di frodo, conoscevano il “vizietto”, ma soprassedevano, perché i loro parenti facevano altrettanto.

Il lambicz ufficiale di Preghena fu installato in piazza, oggi ristrutturata a casa civile di abitazione. Sulla parete nord di quel fabbricato, c'era fino al 1994, un asse con la scritta: “Fabbrica di  acquavita” oggi conservata in casa di Maninfior Silvana.

La baita del vecchio lambicz riporta la data 1837 . Dopo il 1918, la legge sulla distillazione divenne più severa e meno tollerante ed il contadino dovette smettere la distillazione privata. Da allora, la storia del lambicz pubblico finisce, e l’attrezzatura  "piombada" (sigillata). Gli ultimi ad usare l'alambicco di piazza, durante la seconda guerra mondiale, furono Oreste Betta, classe 1906, ed il socio in affari Betta Emanuele.