Giovedì 11 settembre 2003. Un giorno come tanti altri, un caldo e soleggiato pomeriggio di settembre. Verso le 15.30 la tranquillità del nostro paese viene interrotta da un lungo suono di sirena… “E’ successo qualcosa di grave fuori paese” abbiamo pensato in tanti!!! Le prime voci che circolavano erano svariate: “Brucia la baita dei fratelli Datres”, “C’è un grosso incendio sul Gioèl”, “Sta bruciando l’Avert!”… Con il cuore in gola e con tanto stupore gli occhi di molti si sono diretti verso il Pin, verso il monte Avert e da lì, purtroppo, un enorme nuvola di fumo nero si alzava verso il cielo. Era successo davvero qualcosa di molto grave, stava per bruciare una parte di monte e nessuno sapeva quale. Immediatamente sono stati allertati i Vigili del Fuoco e con il materiale necessario e soprattutto con grande tensione e preoccupazione ci siamo portati in località Gioèl, sul monte Avert. Era scoppiato un grosso incendio appena sopra la baita dei fratelli Datres, ma fortunatamente non aveva riportato danni alla struttura. Fin da subito si è cercato di limitare i danni cercando di spegnere le fiamme senza dare via di fuga al fuoco. Con i mezzi di soccorso siamo arrivati molto vicini alla zona in fiamme. C’era però un problema: i fulmini caduti a mezzogiorno durante un forte temporale avevano appiccato il fuoco in tre punti diversi. Le pendici del monte in quel tratto sono ripide e scoscese e per questo non era facile raggiungere il tratto di bosco più a nord con il materiale necessario. Il fuoco nel frattempo avanzava aiutato anche da un leggero vento che si era alzato nel pomeriggio. Così si è pensato di allertare l’elicottero dei Vigili del Fuoco di Trento che di lì a poco si è portato sul posto. Nel frattempo alcuni corpi del distretto di Cles avevano predisposto a Baselga di Bresimo un apposito vascone per l’acqua, dove l’elicottero poteva rifornirsi. In quota nel frattempo alcuni nostri vigili hanno provveduto, in due punti abbastanza pianeggianti, a tagliare alcune piante per permettere all’elicottero di depositare due “moduli” (vasca che contiene 700 litri di acqua con installato un motore a scoppio che permette di alimentare una manichetta). Ai piedi di uno dei focolai intanto è riuscita ad arrivare la mini autobotte del corpo di Bresimo, rifornita da una lunga serpentina di manichette (820 m) che partiva in località “Croza” seguendo il sentiero dell’”Alp”. Così facendo l’incendio era controllato dall’alto e dal centro dai due moduli, mentre dal basso come detto dalla mini autobotte. C’era parecchio da fare e piano piano calava la sera. Grazie alla tempestività e alla prontezza dei circa 90 vigili in breve tempo il fuoco è stato controllato, ma c’era un grosso problema: sotto il manto erboso le ceneri e le braci continuavano a “lavorare”. Di tanto in tanto infatti in parecchi punti si poteva notare il fumo grigio che saliva seguito subito dalle fiamme. Il pericolo più grande infatti era quello che durante la notte si alzasse il vento e che l’incendio tornasse a partire. Si è deciso così di sorvegliare e controllare la zona per tutta la notte e questo si è potuto fare grazie all’aiuto e alla disponibilità di alcuni vigili dei corpi del distretto coadiuvati dai vigili della zona. Il freddo durante la notte si è fatto sentire ma grazie all’apporto di tanti pompieri si sono potuti fare dei turni di guardia. Alle prime luci dell’alba poi un’altra squadra ha provveduto a dare il cambio. Il lavoro ormai era stato ultimato e così durante tutta la mattinata si è provveduto alla raccolta del materiale utilizzato durante la notte e nel giorno precedente. Sono state 24 ore molto intense e di duro lavoro per molti vigili e per molte persone che sono accorse sul luogo dell’incendio per dare una mano. La nostra amata montagna era salva, un po’ annerita forse, ma questa primavera tornerà verde e splendente come sempre. Vogliamo ringraziare tutti quanti sono intervenuti e in particolare i fratelli Datres che hanno messo a disposizione la loro baita per tutto il tempo dell’incendio. VVF Preghena