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(Confezionare filo)
Chi di noi non è rimasto incantato nel vedere qualche vecchietta lavorare al suo filarino, in occasione di fiere o in qualche vecchia casa contadina? Chi non s’è mai interessato alla vecchia "ròda da filàr" (ruota da filare),  esposta in negozio o in qualche museo? In molte case c'è ancora, così tanto per averla, un ricordo della nonna che fino al 1950, la usava in tutta serenità.
La funzione di quell’attrezzo è a tutti nota, ma l'arte che gli sta dietro è  morta da cinquant’anni! Tradurre in filo le  sottili fibre di  lana, di lino o di canapa era lavoro quasi quotidiano, uomini e donne lo sapevano fare, perché era un anello della filiera tessile che portava poi alla produzione di calze,  maglie, lenzuola, coperte, pantofole e tappeti tutti confezionati in casa. La filatura era l’anello intermedio prima del quale avveniva la coltivazione delle piante da fibra tessile (canapa, lino...), la tosatura della lana di pecora, e tutte le operazioni di lavaggio e ripulitura che precedono la filatura. Vediamole una alla volta:

La maceratura veniva eseguita immergendo per oltre venti giorni, gli stocchi verdi di canapa dentro a grandi fosse piene d’acqua (il macero), il lino falciato lo si stendeva al sole e lo si lasciava sotto l'azione della pioggia fino a macerazione completa.

La gramolatura, si faceva sull’ara in baita usando la gramola .

La cardatura ripuliva la fibra dalle ultime scorie ottenendo così il prodotto finito,  pronto per essere filato. Il tutto si faceva con due grossi pettini quadrati strofinati l’uno contro l’altro in moto alterno finchè la fibra vegetale era ridotta a morbidi cuscini pettinati come capelli. La lana lavata era di più facile preparazione, ma la meccanica era sempre quella del lino.

La filatura, l’anello intermedio della filiera riduceva in filo continuo la morbida fibra appena pettinata. Da qui il nome  filar...  Il filo prodotto, finiva avvolto sul rocchetto e questo sul bindol (avvolgi filo), per farne una matassa.

La matassa, veniva conservata in casa in attesa di essere srotolata sul bindol.