Era un piccolissimo commerciante ed aveva tutta la sua bottega in spalla, una cassetta a dieci cassettini detta la cràizera. Viaggiatore solitario, camminava sempre a piedi e conosceva strade e sentieri di ogni paese.
Lo storico Bertoluzza ricorda essere stati famosi quelli di Feltre, Castel Tesino, Cinte Tesino e della Val dei Mocheni (Pergine). Qualche cromer era stagionale, camminava per “sbarcare il lunario” nei mesi invernali, altri lo facevano tutto l’anno spaziando di valle in valle. Il cromer arrivava in paese quieto e col sistema "porta a porta” vendeva le sue piccole mercanzie.
Non aveva difficoltà ad essere accolto, perché era discreto, educato, e conosciuto. Nella sua craizera, teneva bottoni, matasse di filo colorato , fibbie, ditali da cucito, spilli da sarta, asole metalliche e spille di sicurezza apribili allora tanto in voga. La craizera era alta un metro, aveva base quadra di 40 cm e conteneva dieci cassetti chiusi da un’asta verticale . Il cromer era un furbacchione, incuriosiva donne e bambini, estraendo come un mago i suoi cassettini pieni di strane cose colorate.
Sapeva intrattenere i bambini e convincere le donne all’acquisto, specie quelle che vivevano nelle baite sui monti. Per le famiglie isolate, il cromer era anche una "Gazzetta ambulante", riportava notizie da altre valli e paesi, alle donne di casa non sembrava vero interrogarlo a non finire.
Erano tempi semplici, non c'erano la radio, la televisione ed il giornale. Dopo il 1950, questi personaggi sono spariti tutti, sostituiti dai cosiddetti “vù cumprà” di ben altra provenienza e di ben altro stile.
Nella loro semplicità, svolsero ai nostri Avi un grande servizio.