La Chiesa: La Parrocchiale oggi
Nel corso degli anni 2002 e 2003, la chiesa ha subìto l'ultimo e radicale restauro terminato con la sagra di S. Anna 2003.

Vista dall'esterno e da sud est, la chiesa presenta la sua più bella immagine. Si possono notare l'abside gotica, i costoloni di rinforzo, i grandi finestroni gotici, la vecchia porta che dà sulla piazza (1531) e lo svettante campanile romanico a bifore e trifore (che misura 38,67 metri), che è certamente il più alto del Mezzalone, la terra "di mezzo" posta tra il solco vallivo del torrente Pescara e il torrente Barnes. Sulla parete sud i recenti restauri hanno rinvenuto e recuperato al meglio possibile quattro grandi quadri che partendo da sinistra rappresentano il Dio della Domenica, S. Antonio Abate, un trono minimamente recuperato (S. Anna ?) e S. Lorenzo.

Sulla stessa parete è stata modificata anche le finestra a rosone aprendola in stile gotico originale. Nella parete nord non c’erano finestre ma è stata trovata e recuperata quella gotica, uguale alla precedente appena citata. Sulla destra del vecchio portale è fissata a muro una lapide mortuaria che ricorda la morte di J.B. Aliprandini, un medico chirurgo morto a Preghena il 6 gennaio 1826 e ivi sepolto nel vecchio cimitero (quando si usava tumulare i morti in chiesa o appena fuori di essa tutt'attorno).

Cinque campane di diversa età e misura, poste a 20 metri dal suolo, animano oggi la cella campanaria durante il giorno e soprattutto nei giorni festivi. Un orologio meccanico a contrappesi, abbassato al di sotto della bifora come era in origine nel restauro del 2002, completa la facciata est ed ovest del campanile.

Vederla oggi, dopo il recente restauro, presenta interessanti motivi di osservazione, ma tutto sommato, la parte più pregevole resta sempre la parte mediana della navata quella a volta totalmente affrescata nel 1450.

Sono quattro vele incastonate tra quattro costoloni gotici che partendo dai lati si incrociano in alto, al centro della volta, concludendo insieme in un cippo rotondo crociato. Le decorazioni sono ricche di motivi sacri e allegorici e sono dedicate  ai quattro Dottori della chiesa. 

La vela  posta a nord, celebra la vita di S. Agostino, uno dei massimi dottori della chiesa, nato a Ippona (Algeria) il 13 novembre del 354 d.C. Compì gli studi a Madaura e poi a Cartagine, passando poi a Roma e Milano dove fu battezzato cristiano il 25 aprile del 387. Sacerdote nel 391, e vescovo nel 396, lavorò per la chiesa 34 anni occupandosi di lettere e trattati sulla fede cristiana. Fu gran predicatore, cooperò a dei concili, e soprattutto fu gran difensore della fede cristiana contro le tante eresie del suo tempo. Divenne famoso per la mole degli scritti lasciati. Nella sua vela infatti appare al centro un gran libro, sormontato dal pastorale, simbolo del vescovo.

A destra del libro la mitra vescovile, ed a sinistra un bimbo che tenta di vuotare il mare con un cucchiaio: una parabola cristiana.

La vela posizionata ad est, è dedicata a S. Girolamo, nato ad Aquileia nel 347 e morto a Bethlemme nel 420 d.C. Fu a Roma giovanissimo, divenne letterato e filosofo, e come tale è un simbolo dell' Umanesimo cristiano. Colpito da crisi mistica , si ritirò nel deserto e visse in compagnia di un leone. I 35 anni di studi e ricerche, tradusse una serie di testi sacri dando origine ad un  opera letteraria imponente. Fu esegeta, polemista, difendendo le sue teorie di fede con forza. Venne nominato Cardinale e fondò la congregazione dei Girolamini. Nella sua vela appare un grande libro , la grande croce a due braccia simbolo cardinalizio, un leone a guardia del suo libro, e in basso, due insegne radianti che recano la scritta IHS il simbolo medievale dei benedettini.

La terza vela, a sud , ricorda S. Gregorio . Nato e morto in Capadocia ( 330 - 390 d.C. ) è stato uno dei grandi dottori della chiesa occidentale latina. Battezzato a Costantinopoli , fu vescovo di Sasima ed ebbe parte attiva nella lotta contro gli ariani. Ricordato come epistolografo fu autore di tanti discorsi, di epitaffi, e del notissimo canto sacro detto "Gregoriano" . Fu poi papa della chiesa di Roma. Nella sua vela un grande libro sovrastato da una colomba, il simbolo dello spirito ispiratore. A destra sbuca il pastorale a tripla croce, il simbolo del Papa. In basso, due angeli con il rosario, una preghiera molto in uso anche nel Medioevo. 

La quarta vela, ad ovest, è dedicata a S. Ambrogio. Nato a Treviri nel 333 d. C. morì a Milano nel 397 dove ancora oggi ne è il patrono. Fu catecumeno e venne acclamato vescovo a furor di popolo nel 374. In seguito a quella nomina, studiò teologia, scrisse opere di esegesi e di difesa alla verginità, divenendo assai influente. Fu considerato il maggiore vescovo del IV° secolo e fu lui ad inviare a Trento e poi a S. Zeno, i tre catecumeni Martirio, Sisinio ed Alessandro, noti nella storia trentina come "i martiri d'anaunia". Anche la sua vela presenta un grande libro sormontato da un alveare, il simbolo del miele. Ambrogio infatti era molto apprezzato per la dolcezza dei suoi sermoni e dei suoi scritti meritandosi l'appellativo di "dolce come il miele". A sinistra del libro sbuca il pastorale  vescovile e sullo sfondo nubi bianche, il colore della verginità. Sotto a sinistra un pellicano che nutre i piccoli col suo sangue , simbolo di Cristo che ci ha redenti sulla croce. In altre parole, il simbolo del mistero pasquale. Dall'altra l'araba fenice, simbolo di persona più unica che rara , che resiste nel tempo, nonostante il fuoco che le arde sotto.



Horloge pour site Orologio per sito