La chiesa di Preghena sorge al centro dell'abitato ed oggi è consacrata a S. Antonio Abate ed a Sant'Anna. In stile gotico-romanico sembra sia datata attorno all'anno mille. Lo scrive Don Dapeder, un prete di Bresimo, che afferma che a quell'epoca a Preghena c'erano già molti cristiani. Un documento testamentario, e sembra per la prima volta, la cita nell'anno 1384. Difficoltà di datazione nascono dal fatto che la chiesa di Preghena è stata riconsacrata più volte e per molti anni dipese dalla pieve di Cassino, oggi Varollo. Risulta come chiesa di S. Leonardo fino al 1472, poi chiesa di S.Leonardo e Antonio fino alla metà del XVI° secolo e appena dopo il 1600 quale chiesa di S. Antonio Abate.
Nel 1531 venne ampliata: l'altare maggiore definitivamente consacrato a S. Antonio Abate, sulla destra delle balaustre venne installato l'altare consacrato a S. Leonardo, mentre a sinistra sistemarono quello consacrato a S. Anna. Nel 1672 altra aggiunta, l'altare di S. Antonio da Padova dentro la nicchia di sinistra. La chiesa di Preghena però ebbe una storia tribolata per diversi motivi:
1) - a causa dello strapotere dei nobili di Livo che la vollero legata alla pieve di Varollo per diritti e rendite feudali consolidate, come ebbe a scrivere nel 1936 Don Simon Weber.
2) - a causa del fatto che il prete bisognava pagarselo e Preghena , allora, non aveva grandi mezzi finanziari.
3) - a causa dei motivi precedenti, lenta fu la separazione definitiva dalla pieve di Cassino (Varollo).
Solo nel 1649, la nostra chiesa ebbe il fonte battesimale ed il tabernacolo. Prima si battezzava a Varollo e le sacre ostie venivano portate a Preghena volta per volta. Nello stesso periodo venne lentamente concessa la prima messa mattutina, solo quella, e la celebrava un sacerdote detto primissario che veniva da fuori.
Nel 1651 venne installato il pulpito, in alto sul lato sinistro e sopra le balaustre, con ingresso dalla torre campanaria.
Nel 1773, la chiesa di Preghena viene finalmente elevata al rango di curazia ed entra nel pieno di tutte le sue normali funzioni. Il parroco di Livo osteggiò a lungo questa promozione e gli abitanti di Preghena dovettero più volte intervenire sul Principe Vescovo di Trento per avere piena libertà nella gestione della loro chiesa.
Nel 1957, la chiesa ha subìto il penultimo dei rifacimenti. Per allungarla vennero abbattute le case ad ovest di essa, vennero eliminati gli altari di S. Leonardo e S. Anna e venne tolto il pulpito e il soppalco posto in fondo alla chiesa detto "el glesiòtt". Quest'ultimo era una specie di loggione per soli uomini e il nome di "glesiòtt” gli deriva dal fatto che lassù esisteva anche un piccolo altare di servizio usato da religiosi di passaggio.