Mercoledì 15 aprile 2009, alle 4.00 del mattino, il comandante Capobianco Cristian ed i Vigili Adami Marco, Alessandri Mauro e Vielmetti Lorenzo del Corpo Vigili del Fuoco Volontari di Preghena lasciano la caserma con il mezzo pick-up ed il nuovo carrello, per recarsi nella provincia di L' Aquila gravemente colpita dal sisma il 6 aprile 2009.
Alle ore 4.45, lungo la retta prima della stazione dei treni di Mezzocorona, una lunga colonna di mezzi dei vigili del fuoco formata da 60 vigili e 15 veicoli, di cui pulmini, mezzi fuoristrada, camion e camioncini, si sono diretti in Abruzzo.
In partenza i corpi del Distretto di Cles, Fondo Malé e Mezzolombardo. Per il Distretto di Cles erano presenti i corpi di Coredo, Preghena, Taio, Tres e Cles, guidati dall'ispettore Cattani Matteo del Distretto di Mezzolombardo.
Percorsero più di 700 km in 10 le ore di viaggio, con due soste per rifornimento carburante. Sono giunti al paese di Paganica, frazione de L'Aquila (7000 abitanti circa), al Campo 1 Trento. Qui, parcheggiati i mezzi, hanno scaricato l'occorrente per le notti e pranzato con un buon pasto preparato dai NU.VOL.A.
Alle 14 circa hanno avvertito una lieve scossa di terremoto.
I vigili Mauro Alessandri e Lorenzo Vielmetti descrivono come era strutturato il campo 1:
Lorenzo: “Precisiamo subito che il posto dove abbiamo passato le notti, fu messo a disposizione da un albergo di Paganica. Infatti in giardino era piazzata una discreta struttura in telo (una sala da pranzo esterna), dove sono stati piazzati diversi letti a castello e brandine. Di giorno, all'interno, era molto caldo, ma di notte la temperatura scendeva quasi allo zero, quindi dormivamo nel sacco a pelo e due coperte, nonché vestiti di pigiama, o tuta.”
Mauro: “Non tutti i vigili Trentini dormivano comunque in questa struttura, poco vicino infatti erano state montate circa 8 tende della protezione civile, che ospitavano poco più di una decina di persone. Una precisazione particolare: ha piovuto tutte le notti che abbiamo passato lì... Una volta, poco dopo l'una di notte, abbiamo avvertito anche una discreta scossa di terremoto, che non destò comunque preoccupazione, tutto oscillò leggermente, per varie volte, ad intervalli di pochi secondi, poi abbiamo sentito un lontano boato. Il campo era poi composto da un grande tendone della protezione civile, adibito a sala da pranzo e cucina per i NU.VOL.A.”.
Nel pomeriggio del giorno di arrivo, hanno poi indossato i dispositivi di protezione individuale per costruire delle barriere di protezione in legno per le persone nella piazza di Paganica, vicino alla Chiesa parzialmente crollata, poi sono stati recuperati i beni nell'edificio in cui si trova l'ufficio circoscrizionale.
All'interno i vigili del fuoco di Preghena, mandati sul posto dall'ispettore di Mezzolombardo, hanno lavorato al trasloco di tavoli, computer, sedie e tutto quello che si poteva recuperare. Sono stati poi sigillati i locali inagibili. Poco dopo i vigili Marco Adami e Mauro Alessandri si sono recati al campo 1 Trento per pulizie varie, mentre il comandante Cristian Capobianco ed il vigile Lorenzo Vielmetti hanno continuato l'operazione di recinzione provvisoria.
Alle ore 19.30 si sono ritrovati al campo base per la cena, sempre preparata con cura dai NU.VOL.A. Il giorno seguente, giovedì 16 aprile, sveglia alle 6.30, alle 7.00 colazione ed alle 7.30 il comandante è stato informato dal responsabile del campo che i loro vigili dovevano recarsi a L'Aquila in piazza Luminosa.
Il vigile Marco Adami ci racconta, in che stato si trovavano le varie costruzioni:
“A L'Aquila vedendo certi edifici e palazzi, la mia prima impressione fu subito: queste case sembrano bombardate! Molte strutture infatti presentavano sulle pareti esterne dei grandi buchi, vere fette di rivestimento che si erano staccati con troppa facilità. Al tatto, il cemento era friabile, si sgretolava diventando polvere. I muri esterni erano dunque scoppiati, dovuti alle forti scosse sia ondulatorie che sussultorie. In alcuni edifici, mancavano perfino le staffe di contenimento. Mi rimane impresso il secondo piano di una casa che era addirittura totalmente crollato, andando a schiacciare completamente quello sotto. E pensare che quelle costruzioni dovrebbero essere, vista la zona sismica, obbligatoriamente antisismiche, ma non lo sono. Le vecchie costruzioni rinascimentali in centro storico invece sono un po' come le nostre antiche abitazioni in sasso e calce, quindi deboli per questo tipo di scosse potenti. Quello che mi colpisce, a differenza delle nostre case che hanno muri esterni portanti di 30-40 cm, le abitazioni “nuove”, quelle esterne al centro storico, sono state costruite con colonne portanti e tamponamenti di spessore 8cm!”
A L'Aquila, i residenti attendevano il loro turno per recarsi alle proprie abitazioni e negozi nella cosiddetta zona Rossa (zona vietata al transito degli abitanti e controllata dalle forze dell'ordine). I vigili di Preghena, accompagnati da un vigile permanente di Trento, sono entrati nella zona Rossa con i proprietari degli immobili, per il recupero dei beni. Questo è durato tutto il giorno fino alle 20, con la sola pausa intermedia per il pranzo distribuito dalla croce rossa.
Il giorno venerdì 17 aprile, i vigili di Preghena hanno continuato il recupero dei beni al paese di Paganica, con la stessa sequenza di operazioni del giorno precedente, accompagnati dalla polizia forestale della Provincia di Trento. Finito alle 19.30 e consumata la cena, i nostri 4 vigili sono rimasti al campo dove hanno passato la serata in compagnia di varie sezioni di Alpini.
Il Comandante Cristian Capobianco specifica come è stata strutturata nel dettaglio l'attività di recupero:
“Così era organizzata all'attività di recupero che abbiamo svolto a L'Aquila e Paganica. L'ispettore Cattani, ogni giorno indicava i luoghi su cui operare, nel nostro caso nelle due città citate. Nel caso de L'Aquila la popolazione doveva recarsi presso la piazza “Luminosa” e presentati i propri documenti alle forze dell'ordine, questo per evitare il problema degli “sciacalli”, si recavano poi alla propria abitazione, o proprio stabile, accompagnati da noi, dalle forze dell'ordine, o forestale, per il recupero delle cose personali di prima necessità. Prima di questo però, io ed un vigile permanente, entravamo per un sopralluogo, accertando la sicurezza della struttura. In base all'esito, si decideva se si poteva procedere al recupero dei beni solamente da parte nostra, o con la presenza del proprietario facendogli indossare il caschetto antinfortunistico. In caso egli non potesse entrare, ci indicava le stanze ed i beni di prima importanza da riavere. Questo avveniva anche a Paganica con la stessa sequenza, solamente dovevano presentare i documenti presso il campo 1 Trento. Tante comunque le volte che gli stessi residenti non hanno potuto metter piede nella propria casa, disperati e agitati ci indicavano le stanze e le cose, dove possibile cercavamo anche di ripulire un po' dai detriti. Nonostante la forte preoccupazione, la maggior parte delle persone si sono rese molto disponibili e si sente già in loro la voglia di ricominciare. Vorrei anche aggiungere una nostra impressione... Foto, giornali o video dalla televisione, non riescono a trasmettere a pieno quello che l'occhio ha di fronte ad un simile disastro naturale. Visto e vissuto sul posto tutto è più drammatico. I cumuli di macerie e tutta la calamità in generale, ci hanno lasciati davvero impressionati...”
La mattina di sabato 18, hanno operato ancora a Paganica recuperando le prime necessità dalle varie abitazioni fino alle 13.00. Nel pomeriggio con altri corpi, hanno preparato i sottofondi e le tubazioni per il nuovo campo, in sostituzione al campo 1 per motivi logistici.
Domenica 19 aprile, i nostri vigili hanno smontato le tende del campo 1 e rimontate al nuovo campo fino all'ora di pranzo. Successivamente si sono preparati per il rientro in Trentino.
Sono partiti verso le 13, facendo 3 soste lungo il viaggio, dove sono poi rientrati in caserma a Preghena verso le ore 21.00. Segnati dalla stanchezza del lavoro dei giorni precedenti e dal lungo viaggio sono arrivati felici ed entusiasti, per aver contribuito al forte e necessario sostegno alle sfortunate popolazioni abruzzesi colpite da questa grave calamità naturale.
V.V.F. Preghena